Abbiamo deciso di dedicare una pagina a chi colui che dà il nome al nostro tavolo…

per cominciare un po’ di storia su chi è Lord Byron (quello vero!)

 


Nasce a Londra nel 1788. Dopo aver studiato a Cambridge, alla morte dello zio William, quinto barone di Byron, ne eredita titolo e possedimenti. Nel 1807 pubblica il volume di poesie "Ore d'ozio". Nel 1809 Byron scrive una satira in distici eroici intitolata "Bardi inglesi e recensori scozzesi". Nello stesso anno, dopo essere entrato alla camera dei Lord, parte per un viaggio di due anni in Portogallo, Spagna e Grecia. La pubblicazione nel 1812 dei primi due canti del "Pellegrinaggio di Aroldo il cavaliere", un poema sui viaggi in Europa, dà a Byron la notorietà. Lo stesso tipo di eroe, modellato in parte sulla vita e la personalità dell'autore, ricorre nella sua poesia narrativa dei due anni seguenti, che comprende "Il giaurro" (1813), "La sposa d'Abido" (1813), "Il corsaro" (1814) e "Lara" (1814). Nel 1815 Byron sposa Anna Isabella Milbanke, la quale, dopo avergli dato la figlia Augusta Ada (la sola figlia legittima di Byron), lo lascia nel 1816. Si trasferisce a Ginevra, dove vive con gli Shelley e Claire Clairmont, e dove scrive il terzo canto del Pellegrinaggio e il poema narrativo "Il prigioniero di Chillon" (1816). Si trasferisce poi a Venezia, dove dal 1816 al 1819 compone, tra le altre opere, il dramma in versi "Manfred" (1817), i primi due canti del "Don Giovanni" (1818-19), brillante satira sulla società inglese del tempo, il quarto e ultimo canto (1818) del Pellegrinaggio e il poemetto satirico "Beppo" (1818), scritto in ottava rima. Dopo due anni di viaggi in Italia, nel 1821 decide di stabilirsi a Pisa. Risalgono a questo periodo il poema burlesco "Mazeppa" (1819) e i drammi in versi "Caino" e "Sardanapalo", pubblicati nel 1821. Nel 1822 fonda a Pisa, con i poeti Percy Bysshe Shelley e Leigh Hunt, la rivista "The Liberal", ma la morte di Shelley l'anno seguente e una lite con Hunt pongono fine al progetto dopo l'uscita di soli tre numeri. Quello stesso anno vede anche l'inizio della disputa letteraria con il poeta Robert Southey, che aveva attaccato il Don Giovanni. Nella risposta di Byron, "La visione del giudizio", pubblicata nel numero di ottobre 1822 e considerata da molti la sua opera migliore, il poeta dimostra ancora una volta la sua abilità di satirista. Nel luglio 1823, alla notizia della rivolta greca contro i turchi Byron, incurante del suo stato di debolezza fisica, si unisce ai ribelli e appoggia la causa greca, contribuendo finanziariamente al reclutamento di un reggimento, ma muore di febbre a Missolungi nel 1824, prima ancora dell'inizio dei combattimenti veri e propri.

 

E infine la storia di com’è nata l’idea (Copyright Andrea “Havanino”) del nome:

 

tutto inizio un giorno qualunque di una settimana estiva qualunque…

Andrea telefonò a Dario (il nostro P.R.) per prenotare il solito tavolo al Kursaal di Lignano, però stufo di chiamare i tavoli Giorgio, Eolo, Marco, Simone, Mammolo, Brontolo e altri nomi qualunque, decise preso da una folgorazione di chiamare il tavolo “Lord Byron”

“Lord che?” fu la risposta di Dario… poi l’idea piacque a tutto il gruppo, e da quel giorno la nostra fama sta crescendo di giorno in giorno…

…to be continued.